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Aggiornato il: 12/03/2012 | autore: Livia Fabietti, www.nexta.com

I luoghi più inquinati del mondo

Alla scoperta delle realtà più infernali del pianeta dove, anche solo respirare, potrebbe essere davvero letale.


I luoghi più inquinati del mondo

Vedi la gallery "Inquinamento: il pericolo si fa globale"

Nell'epoca in cui progresso e tecnologia sono due parole chiave, è opportuno fermarsi a riflettere per rendersi conto che non è tutt' oro quel che luccica: se da una parte si godono i vantaggi dell'evoluzione, del successo e della novità -al di là dell'entusiasmo- bisogna mettere sul piatto della bilancia anche il prezzo che il progresso fa scontare all'ambiente producendo disagi provvisori o addirittura danni permanenti a luoghi e persone.

Un campanello d'allarme che si fa sentire con una eco che fa il giro del mondo: la risposta non è di certo un tacito silenzio, l'impegno c'è, e da parti di tutti, o quasi. Basta accendere la televisione, leggere il giornale e navigare su internet per percepire la gravosa minaccia causata da smog, traffico, industrie e quant'altro che incombe sul pianeta rivelandosi ormai un problema globale. Quali sono i luoghi dove la situazione risulta essere davvero drammatica? Secondo il Centro di Informazione e Analisi sul Diossido di Carbonio statunitense la Cina, oltre ad essere la nazione con il più alto tasso di crescita economica mondiale, è anche il paese più inquinante del mondo, uno dei maggiormente responsabili per l'emissione di gas serra con la peggiore qualità dell'aria e dell'acqua.

Esempio lampante è quello di Linfen, città situata nello Shanxi meridionale, l'epicentro di una delle aree più ricche miniere della Cina: ogni anno vengono qui estratti 650 milioni di tonnellate di carbone, due terzi del fabbisogno nazionale ma, a pagare il prezzo più alto, sono i suoi residenti, ben tre milioni di individui che risultano infatti contaminati con conseguenti malattie respiratorie e con un altissimo tasso di malformazioni sui neonati nonchè numerosi casi di cancro ai polmoni.

Anche Tianjin, uno dei principali nodi economici del nord della Cina, soffre dello stesso problema: ma qui, grazie ad un progetto ambizioso, qualcosa sta cambiando: entro il 2020 è prevista la realizzazione di un'area ecologica realizzata grazie allo sfruttamento di energie rinnovabili, innovativi sistemi di recupero dell'acqua piovana e di trattamento delle acque reflue, grandi giardini e parchi, un nuovo modello per tentare un progressivo risollevamento del paese.

In India,uno dei più grandi paesi in via di sviluppo, l'inquinamento ha raggiunto livelli allarmanti: a Sukinda si trovano il 97% dei giacimenti di cromite del paese, causa di numerosi decessi poichè, oltre il 70% delle acque di superficie e il 60% di quelle potabili, risultano contaminate da cromo esavalente tanto che la Ovha, un'associazione umanitaria indiana, ha calcolato che oltre l'80% delle morti registrate nell'area di Sukinda sono date dalla contaminazione per causa dall'attività estrattiva.

Stessa sorte per Vapi, all'estremità meridionale del paese, dove nelle acque e nell'aria si misurano concentrazioni di metalli pesanti, idrocarburi, complessi policiclici aromatici, mercurio, arsenico e altri veleni 96 volte superiore a quella raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in livelli di sicurezza. La popolazione che vive nei dintorni è costretta a utilizzare fonti d'acqua contaminate con disastrosi effetti sulla salute come intossicazioni gravi, dermatiti, aborti spontanei, malformazioni e tumori di vario genere.

In America meridionale, a dare motivo di preoccupazione, sono invece le miniere del Perù, quale La Oroya, un piccolo centro delle Ande, dove si trova il grande complesso minerario siderurgico, dal 1997 di proprietà di una multinazionale americana, che estrae e tratta rame, piombo, zinco ed altri metalli sprigionando ogni giorno nell'aria una nube tossica le cui concentrazioni di biossido di zolfo nell'aria sono 10 volte superiori ai limiti fissati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il 99% dei bambini di La Oroya presenta concentrazioni di piombo nel sangue anche tre volte oltre i limiti con effetti devastanti sul sistema nervoso, cancri ai polmoni e malattie a carico dell'apparato respiratorio fino ad arrivare a morti premature.

Cambiando lo scenario la situazione non è poi così diversa : giungendo in Africa, ad esempio, con le miniere di Kabwe, in Zambia, uno degli stati più poveri del mondo. Territorio altamente contaminato da metalli pesanti come cadmio, zinco, rame e piombo, qui l'aria è satura al limite della sopravvivenza, basti pensare che nel sangue degli abitanti è stata rilevata una concentrazione di piombo anche 10 volte superiore al valore massimo ammesso.

Approdando in Europa come dimenticare la catastrofe nucleare ucraina di Chernobyl, definita la più grave tragedia mai avvenuta in una centrale nucleare, zona dove, apparentemente, sembra essere calato il silenzio essendo impossibile per l'uomo abitare da queste parti data la pesante contaminazione: una sorta di scenario dell'orrore dove tutto è rimasto fermo, come la scena di un film che punta l'obiettivo su di una città fantasma.

Dopo più di 20 anni dall'accaduto Chernobyl non smette di sfornare dati devastanti: ammontano a 5 milioni le persone che hanno sofferto le conseguenze della tragedia tra tumori e leucemie in Bielorussia, Ucraina e Russia, con danni soprattutto a bambini e adolescenti oltre ad un'alta diffusione di patologie dermatologiche, respiratorie, infertilità e malformazioni.

La Russia ha il suo punto debole in Dzersinsk, città sita a 400 km a est di Mosca, famoso polo dell'industria chimica dell'ex Unione Sovietica, uno dei principali centri di produzione di armi chimiche che, nonostante abbia concluso l'attività a partire dagli anni '60, non ha visto allo stesso tempo terminare la produzione di sostanze che alimentano la falda sotterranea là dove ristagna la maggior parte dei veleni che porta le acque inquinate sotterranee a confluire nel fiume Oka, fonte d'acqua potabile per i villaggi della zona. Anche qui conseguenze negative per la salute data l'altissima percentuale di diossina contenuta: il tasso di mortalità della regione supera la natalità del 260%, la durata media della si aggira intorno ai 42 anni per gli uomini, 47 per le donne.

Come la maggior parte dei paesi industrializzati, anche il Giappone è una della principali vittime dell'inquinamento acustico e atmosferico: le emissioni di gas serra del paese preoccupano tutti, in primo luogo il governo nipponico che rischia di non poter raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto in quanto, con le sue 1.138.432 tonnellate di emissioni di anidride carbonica, non riuscirà ad eliminare le emissione nocive, come si era proposto di fare entro il 2050.

Ma non è tutto: altro grave problema con cui fare i conti è quello dell'inquinamento radioattivo, scatenato dall'esplosione nella centrale nucleare di Fukushima in conseguenza del terremoto e dello Tsunami dell'11 marzo 2011, con enormi quantità di suolo e acqua contaminati in un'area che le autorità giapponesi hanno calcolato di circa 50 chilometri di circonferenza.

Per Jan Van de Putte, esperto di sicurezza nucleare di Greenpeace International, "il nucleare è intrinsecamente insicuro e i governi autorizzano la costruzione di centrali nucleari senza avere le capacità di fronteggiare i problemi che possono derivarne nell'interesse della sicurezza dei cittadini. Tutto questo non è cambiato dal disastro di Fukushima, e milioni di persone continuano a essere esposte al rischio nucleare, in tutto il mondo".

Al di là dei paese esteri, senza necessariamente volgere lo sguardo oltre confine, anche il Belpaese ha i suoi problemi e si trova a fare i conti con la qualità dell'aria delle città italiane rivelatasi pessima: ossidi di azoto, ozono troposferico, ma soprattutto PM10 che continuano a rendere l'aria irrespirabile mettendo seriamente a rischio la salute dei cittadini. Lo confermano i dati del dossier "Mal'aria", studio annuale di Legambiente sull'inquinamento atmosferico che grida all'emergenza smog rivelando che il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati hanno oltrepassato di gran lunga i limiti di polveri sottili previsti per la protezione della salute umana previsti della normativa vigente.

Le cause dell'inquinamento atmosferico devono molto al traffico: in Italia ci si muove prevalentemente in automobile, il mezzo più nocivo per l'ambiente: nonostante le iniziative come quella delle targhe alterne si fa ancora troppo poco per il bene dell'aria, non vanno sottovalutate quelle 9mila tonnellate di polveri a livello nazionale che derivano dall'usura degli pneumatici, dei freni e del manto stradale, che in buona parte finiscono proprio nei nostri polmoni.

Al fine di poter toccare con mano la criticità relativa all' inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane si è attivata Treno Verde, campagna nazionale di Legambiente e Ferrovie dello Stato dedicata ai temi della mobilità sostenibile e dell'inquinamento urbano: un viaggio attraverso la sostenibilità ambientale pronto a diffondere informazione scientifica e promuovere la tutela ambientale divulgando i risultati dell'inquinamento atmosferico/acustico nelle città italiane tentando di sensibilizzare i cittadini rispetto all'insostenibilità del mezzo privato su gomma e alla necessità di spostare la mobilità su mezzi pubblici e su rotaie.

La diffusione di una nuova cultura dell'energia pulita, rinnovabile ed efficiente è uno degli obiettivi centrali dell'edizione 2012 del Treno Verde, che insieme ad Enel Green Power si propone di avvicinare i cittadini a tutte le principali tecnologie vitali per il nostro futuro, idroelettriche, eoliche, solari, geotermiche e a biomasse, per produrre, consumare e gestire l'energia in maniera razionale e sostenibile.

Come si evince da questo tour tra le catastrofi mondiali, la situazione si fa sempre più seria e le conseguenze di grande rilievo, basterebbe che, ognuno, nel suo piccolo, singoli cittadini ed istituzioni, pensassero prima di agire al bene del mondo, una goccia non farà il mare ma tante persone insieme possono davvero riuscire a fare la differenza e fare in modo che, l'utopico sogno di "un mondo migliore", possa essere realmente tangibile.


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3Commento
9 ott 2012, 03.19
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strano ... non è stata inserita Taranto ... possibile? Eppure la Magistratura dice che "INQUINATISSIMA Ié!!!" ... tanto da dover chiudere l' ILVA ... meditate gente meditate!
1 lug 2012, 10.48
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in Europa le citta` piu` inquinate sono: Londra, Parigi e milano, ed hanno anche i peggiori climi.

risultati da rilevamenti delle famose centraline.

12 lug 2012, 10.49
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a detta di molti esperti, le citta` in Europa piu` inquinate sono Londra e milano e con Parigi hanno

i peggiori Climi D`Europa anche in estate.

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