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Aggiornato il: 14/11/2012 | autore: .

Le antiche città dei morti

Le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia


Le antiche città dei morti

Visitare le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia è un vero e proprio viaggio nella storia e nella cultura dell’Italia antica preromana: si tratta di due siti ricchi di elementi archeologici e antropologici testimoni d’eccellenza degli Etruschi, la civiltà più affascinante e misteriosa della Penisola. Nelle necropoli, infatti, si trovano quei grandi sepolcri circolari a tumulo che riproducono, nell’architettura e nella decorazione, l’aspetto delle ‘case dei vivi’: in questo modo ci sono giunti moltissimi particolari altrimenti impossibili da conoscere.

L’interesse delle due aree non riguarda solo l’Italia, ma si estende a tutto il territorio del bacino del Mediterraneo e al mondo intero: iscritte dal 2004 alla lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i due siti non solo sono un capolavoro del genio architettonico etrusco, ma testimoniano una fase importante della civiltà umana che ha definito le nostre stesse origini.

Le città di Caere Vetus e Tarxna furono i principali centri del territorio, che si estendeva dalla bassa Toscana al Lazio, e sorsero probabilmente intorno ai secoli IX–X; per gli ottimi rapporti e i frequenti scambi commerciali con Greci, Fenici e Cartaginesi, ebbero il loro apice di espansione e fioritura nel VI secolo per Cerveteri, e intorno all’VIII per Tarquinia. A partire dal V secolo la civiltà etrusca entrò in un periodo di crisi e decadenza che la portò al crollo finale, dovuto agli scontri con il continuo avanzamento del potere romano.

Dell’antica città di Cerveteri, che sorge su un altopiano di tufo, restano tratti delle mura e tre necropoli: Banditaccia, Monte Abatone e Sorbo. Le monumentali ‘città dei morti’ hanno la particolarità di ricreare la struttura urbanistica della ‘città dei vivi’: dalla strada principale, la via degli Inferi, si snodano le vie minori che s’intersecano a scacchiera, con le tombe allocate lungo i lati delle strade; costruite con blocchi di tufo squadrati, le tombe hanno la struttura di una casa, suddivisa in diversi ambienti, dove trovano sede i diversi sepolcri. Oggi i cumuli appaiono parzialmente ricoperti di vegetazione, per questo la visita delle necropoli è ancora più suggestiva.

Le tombe più significative, tra le quattrocento conservate, sono: la Tomba dei Rilievi, che conserva alcuni oggetti del corredo destinato ai defunti, la Tomba dei Capitelli, la Tomba degli Scudi e delle Sedie e la Tomba dell’Alcova. Fra i tumuli più importanti si ricordano quello del Colonnello, dei Mengarelli, degli Animali dipinti, della Nave. Le sepolture si differenziano tra tombe a pozzo, per la sepoltura delle ceneri, e tombe a fossa, per la sepoltura di inumati. I reperti, bellissimi corredi tombali in oro e argento, ambre lavorate e altri oggetti sono conservati presso di Museo Nazionale di Cerveteri.

Durante il IV secolo Tarquinia divenne la sede principale della resistenza antiromana. Se Cerveteri è famosa soprattutto per l’architettura della necropoli così simile a un villaggio, Tarquinia, invece, spicca per la bellezza dei suoi decori e delle sue pitture: circa duecento tombe caratterizzate da un’enorme quantità di affreschi che illustrano la vita del popolo etrusco e accompagnano il defunto nel suo percorso ultraterreno. Le pareti sono impreziosite da stucchi raffiguranti uomini, animali, momenti di vita quotidiana, danze e feste, ma anche scene di carattere religioso, che ci dicono moltissimo sulla vita e sulle credenze dell’antico popolo. Sono visitabili le Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, della Fustigazione, del Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, delle Baccanti, della Caccia e Pesca; tutte prendono il nome dai bellissimi cicli di affreschi. Particolarmente suggestiva è la tomba dei Leopardi, con uno splendido soffitto a scacchiera, le cui pareti presentano la scena di un banchetto funebre con musici, danzatori e coppieri a intrattenere i commensali, il tutto sovrastato da due leopardi che si affrontano. I reperti in ceramica e bronzo, le terrecotte, ma anche alcune parti di sepoltura come capitelli, cippi funerari, sarcofagi e il famoso altorilievo fittile dei cavalli alati, che decorava quello che è il monumento più importante, ovvero l’Ara della Regina, sono conservati presso il Museo Nazionale Tarquinese.

Informazioni
Le Necropoli di Cerveteri sono aperte tutti i giorni escluso il lunedì, dalle 08.30 alle 18.30. Il Museo Nazionale di Cerveteri è aperto dal martedì alla domenica dalle 09.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00.
Tel: 06 9941354
www.comune.cerveteri.rm.it

Le Necropoli di Tarquinia sono aperte tutti i giorni dalle 08.30 alle 19.30. Il Museo di Tarquinia è aperto dal martedì alla domenica dalle 09.00 alle 19.00.
Tel: 0766 856036
www.necropoliditarquinia.it

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